FROLLINI RIPIENI DI MELE

Perfetti per fare merenda! Provateli, sono dolci e profumati grazie alle mele e alla cannella.

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frollini ripieni di mele

  • 100 gr di burro vegetale
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 220 gr di farina
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 mele
  • 1 cucchiaio di malto
  • 1/2 cucchiaino di cannella

Unite in una ciotola farina, zucchero, lievito e vanillina, fate un buco al centro e metteteci l’uovo ed il burro vegetale, quindi lavorate la frolla fino ad ottenere un panetto morbido; avvolgete il panetto nella pellicola trasparente e riponete in frigorifero per 30 minuti.
Sbucciate le mele e tagliatele a cubetti piccoli, mettetele in un pentolino insieme al malto e alla cannella e cuocete fino a quando saranno morbide.

Stendete con un mattarello la pasta frolla con uno spessore di circa 2 mm, dividetela in quadrati e mettete un po’ di mele al centro di ognuno, quindi chiudeteli realizzando dei triangoli e chiudendo i bordi con l’aiuto di una forchetta; disponeteli su una placca rivestita con carta da forno e infornate a 180°C per circa 15 minuti.

Fateli intiepidire e spolverateli con zucchero a velo.

In tutte le librerie o online!

A ottobre del 2014 ho scritto il mio primo libro.

L’ho scritto proprio per aiutare più persone possibili a convivere con una grave allergia alimentare o on un’intolleranza, ma anche semplicemente per suggerire qualche ricetta interessante a chi voglia fare una precisa scelta di vita anche in campo alimentare e per andare incontro a chi voglia seguire un regime alimentare sano o leggero, ma non per questo triste per il palato e monotono nei sapori.

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2014.
senzalatte-cupQuando si scopre di essere allergici o intolleranti al lattosio e alle proteine del latte, la prima domanda che ci si fa è: «E adesso cosa mangio?». Perché moltissimi alimenti contengono latte, lattosio, siero di latte, latte in polvere o derivati, sia come ingredienti effettivi che come conservanti naturali. Ci si sente così di fronte a una scelta comunque svantaggiosa: mettere in pericolo la salute o cambiare radicalmente in peggio la qualità della vita. In realtà, una situazione che all’inizio può mettere in grave difficoltà può trasformarsi in un’occasione per rinnovare la propria idea di cucina e per acquisire maggiore consapevolezza riguardo agli ingredienti che utilizziamo ogni giorno. Dopo un’interessante introduzione sulle intolleranze e le allergie alimentari, su come riconoscerle e viverle serenamente, con molti utili consigli per chi si trova ad affrontare una dieta (e una vita!) tutta nuova, l’autrice propone un’ampia scelta di ricette stuzzicanti e appetitose – tra antipasti, primi, secondi, contorni, dressing e dolci –, per intolleranti non solo al lattosio ma anche al glutine, per i vegani e per tutti coloro che condividono la loro vita e le loro scelte, ma non vogliono rinunciare ai piaceri del palato. Anche senza il latte, la cucina può restare una fonte di soddisfazione e di gioia.

A distanza di un anno, a ottobre 2015, è uscito il mio secondo libro, dedicato completamente ai dolci e naturalmente senza latte.

99 dolci senza latte99 dolci senza latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2015.
senzalatte-cup«Sei allergico al lattosio?! Oh, poveretto, non puoi mangiare nemmeno un dolce…». E invece no, anche gli allergici e gli intolleranti potranno finalmente concedersi deliziosi peccati di gola… anzi, se ne potranno concedere addirittura novantanove! In questo libro troverete infatti altrettante ricette dolci e golose − persino sane e un po’ dietetiche −, prive di latte, lattosio e derivati, in parte (quaranta di esse) adatte anche ai vegani perché senza ingredienti di origine animale.
Novantanove ricette buone, leggere e semplici da realizzare, che non hanno nulla da invidiare alla tradizione della pasticceria italiana e internazionale. Nessuno, fra i vostri commensali, si accorgerà che non contengono latte e burro. Rimarrà un vostro piccolo segreto!
Cosa state aspettando allora? Mettetevi ai fornelli e sfatate il mito dei dolci poco golosi e privi di sapore per intolleranti. Coccolatevi con bavaresi alla gelatina di fragole, bignè alla crema, bombolini al cioccolato, budini, cannoli e molto altro!

Crostata di marmellata di pesche…un po’ di estate in autunno!

Durante l’estate ho preparato diversi vasetti di marmellata di pesche, ed uno l’ho usato per preparare questa dolcissima crostata.

Vi piace? E’ un dolce semplice, molto classico, che trovo ideale come accompagnamento di un tè intenso come il tè nero.

Per la base:

  • 200 gr di farina di mandorle
  • 70 gr di zucchero di canna integrale
  • 70 ml d’acqua
  • 2 cucchiai di fecola di patate o farina di riso
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

Per farcire:

marmellata di pesche
1 cucchiaio di succo di limone

Per la base:

In una ciotola capiente versate la farina di mandorle, unite lo zucchero di canna integrale, un cucchiaino di scorza di limone grattugiata, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva e 2 cucchiai di fecola di patate o di farina di riso.

Versate nella ciotola a poco a poco acqua a temperatura ambiente e iniziate ad impastare con le mani fino ad ottenere un composto liscio e malleabile.

Stendete l’impasto in uno stampo per crostate unto e infarinato, realizzando dei bordi un pochino alti, e tenendone da parte un pochino per realizzare la guarnizione.

Sciogliete la marmellata di pesche in un pentolino con il succo di limone e versatela sulla base, quindi realizzate delle strisce di impasto per guarnire la crostata e infornate, cuocendola a 180°C per 20 minuti.

crostata-di-pesche

crostata con marmellata di pesche

Lasciate raffreddare prima di servire.

www.senzalatte.org

Un sito nel quale trovare informazioni, ricette, curiosità, eventi, libri, film, e tanto altro che può aiutare chi soffre di una allergia o intolleranza al lattosio e alle proteine del latte, ai celiaci, ai vegani e alle persone che semplicemente amano il proprio corpo e vogliono mantenersi in salute mangiando sano!

Vi aspetto!

Muffin che passione!

I muffin sono i miei dolcetti preferiti, perchè si prestano a variazioni di ogni tipo, e poi sono già “porzionati”!

Questi sono MUFFIN DI MELE E UVETTA, semplici ingredienti che avevo in casa.

  • 225 g di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 45 g di zucchero integrale
  • 45 g di burro vegetale
  • 2 mele
  • 55 g di uvetta
  • 175 ml di latte vegetale
  • zucchero di canna
Mettete in ammollo in acqua tiepida l’uvetta per 20 minuti, quindi strizzatela, asciugatela e passatela nella farina.
Tagliate le mele a pezzettini piccoli e cuoceteli in un pentolino con un pochino di acqua e una spolverata di zucchero fino a quando saranno diventate morbide.
Versare in una terrina la farina, il lievito in polvere e la cannella in polvere setacciati, aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare bene fino a ottenere un composto denso e umido.
Versare il composto nelle pirottine di carta per muffin, riempiendoli per 3/4, quindi infornateli a 200° per circa 20 minuti, fino a quando saranno dorati.
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muffin mele e uvetta

TORTA DI SPINACI A GIRASOLE

Una torta salata non solo buona, ma anche bella? Eccola!

per la torta di spinaci:
2 rotoli di pasta sfoglia
850 g di spinaci freschi o surgelati
2 uova
450 g di ricotta vegetale
50 g di lievito alimentare a scaglie
sale
pepe
per spennellare:
1 tuorlo e un cucchiaio di latte vegetale
Lavate gli spinaci e senza scolarli troppo fateli appassire in un tegame con coperchio fino a quando sono teneri, con un pizzico di sale.
Scolateli, strizzateli e tritateli grossolanamente.
In una ciotola mescolate la ricotta vegetale con gli spinaci, il lievito alimentare a scaglie e le uova, sale e pepe.
Stendete un rotolo di pasta sfoglia su una teglia rivestita con la carta forno, distribuite il ripieno al centro e lungo i bordi, lasciando 1 cm libero dal bordo, quindi spennellate il margine libero con un velo di acqua, coprite con la seconda sfoglia e sigillate bene i dischi con l’aiuto di una forchetta.
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torta di spinaci a girasole

Appoggiate al centro della torta una tazza e premete leggermente in modo da incidere il centro del fiore, quindi, lasciando la tazza appoggiata, tagliate 20 spicchi senza staccare le fette dal centro del fiore.

Prendete l’estremità di una fetta e ruotatela di 45° verso l’alto in modo da far vedere il ripieno, procedete allo stesso modo per tutte le fette.
Togliete la tazza e spennellate il fiore con il tuorlo sbattuto con il latte vegetale, quindi infornate a 220° per 10 minuti, poi abbassate a 200° e proseguite per altri 20 minuti.

Sicilia e i suoi sapori.

Da un viaggio di lavoro in Sicilia mi sono portata via immagini, colori, profumi e sapori unici, che ti scaldano il cuore.

Non ultima la sua incredibile cucina, fatta di prodotti semplici, tutti locali e tutti valorizzati in cucina!

Uno tra questi? La PASTA BUSIATA TRAPANESE…È ideale per i primi piatti che vengono conditi con sughi e pesti.

Grazie alla sua lavorazione con tecniche artigianali e all’essiccazione a basse temperature, non lascia scivolare via il sugo, ma fa in modo che si trattenga nei suoi riccioli!

PLUMCAKE ORZO E UVETTA

Avevo un pochino di orzo solubile in casa che volevo usare in maniera diversa dal solito, quindi invece che tenerlo per preparare il latte vegetale la mattina ho deciso di metterlo nel mio plumcake!

Che ve ne pare? Ho avuto una buona idea?

  • 100 g di farina 0
  • 50 g di orzo solubile
  • 80 g di malto d’orzo
  • 70 ml di latte di riso
  • 50 ml di olio di girasole
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di uvetta

Mettete in ammollo l’uvetta in una ciotola d’acqua.

In una ciotola miscelate il latte di riso con il malto d’orzo, l’orzo solubile e l’olio, unite la farina, il lievito ed il sale.

Strizzate ed asciugate l’uvetta, passatela nella farina e unitela all’impasto.

 

Ungete e infarinate uno stampo da plumcake e versateci il composto, quindi infornate a 180° per 40/45 minuti.

Il rafano…?!

Conoscete il rafano?

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Io l’ho scoperto, essendo un amante della cucina asiatica, al ristorante giapponese, infatti la pianta del rafano è originaria del Medio Oriente, attualmente viene coltivata in molte regioni d’Europa e anche in Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali.

Quando si affetta il rafano fa bruciare e lacrimare gli occhi allo stesso modo della cipolla!

Il rafano è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa del cavolo, dei broccoli e della senape, ed è conosciuta  anche con il nome di Barbaforte. 

Produce fiori formati da quattro petali bianchi e una radice bianca di forma cilindrica caratterizzata dal gusto piccante, che viene consumata fresca o sott’aceto.

I minerali che contiene sono: zolfo, potassio, silicio, cloro, sodio, ferro e calcio.

Le vitamine: vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C, inoltre contiene beta-carotene, luteina e zeaxantina.

Ha un gusto intenso e piccante, che non piace a tutti…almeno al primo assaggio! 😉

Ha moltissime proprietà benefiche e pochissime controindicazioni:

  • Aiuta la digestione: al rafano vengono attribuite diverse proprietà terapeutiche che apportano benefici in caso di inappetenza e di problemi di digestione, la sua assunzione infatti favorisce la produzione di bile aiutando il processo digestivo.
  • Antinfiammatorio: grazie alla presenza dei glicoli dell’olio di senape, ha proprietà antinfiammatorie ed analgesiche che esplicano i loro benefici soprattutto nei confronti delle vie urinarie e respiratorie.
  • Analgesico: può essere utilizzato come analgesico, soprattutto per quanto riguarda la cura dei dolori derivanti da strappi muscolari e dall’artrite. In questo caso va tritato e mescolato con la grappa ed in seguito applicato sulla parte dolorante per qualche minuto.
  • Circolazione sanguigna: miglioramento della circolazione sanguigna e di conseguenza tempi più brevi per il recupero delle forze in caso di stanchezza.
  • Regola la pressione sanguigna: ha un buon contenuto di potassio, un elettrolita indispensabile per la regolazione dei fluidi corporei. Il potassio ha anche proprietà vasodilatatrici e la sua carenza può provocare ipertensione con un più alto rischio di sviluppare infarto ed ictus.
  • Radicali liberi: ha un buon contenuto di composti antiossidanti come la vitamina C, l’isotiocianato e la sinigrina. Questi componenti contrastano l’attività dei radicali liberi con effetti benefici per la prevenzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari.
  • Antibatterico: studi recenti hanno evidenziato la presenza nel rafano di un composto con proprietà antibatteriche che prende il nome di solfuro di allile.
  • Diuretico: è anche un buon diuretico, il suo consumo regolare stimola la minzione, contribuisce alla pulizia dei reni e depura l’organismo favorendo l’espulsione delle tossine.

È sconsigliato per i soggetti con problemi di ulcera, disturbi renali e bruciori di stomaco, la sua assunzione è anche sconsigliata per le donne in gravidanza.

Io e i miei libri su “www.finedininglovers.it

Grazie a Fine dining lovers 

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per il bell’articolo su di me e i miei libri!

Felice che piacciano e possano essere di aiuto e di ispirazione a TUTTI: allergici, intolleranti e non!

Non perdeteveli!

L’articolo su di me e i miei libri su Finedininglovers

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