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Un sito nel quale trovare informazioni, ricette, curiosità, eventi, libri, film, e tanto altro che può aiutare chi soffre di una allergia o intolleranza al lattosio e alle proteine del latte, ai celiaci, ai vegani e alle persone che semplicemente amano il proprio corpo e vogliono mantenersi in salute mangiando sano!

Vi aspetto!

Il cavolfiore…scopriamolo insieme!

LE VERDURE: “SCOPRIAMOLE” INSIEME

Quale info utile su ogni verdura e qualche consiglio su come acquistarle, come mondarle, come tagliarle e ovviamente come…cucinarle!

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cavolfiore

IL CAVOLFIORE:

La pianta del cavolfiore si presenta con un fusto corto e robusto dalla forma cilindrica con foglie ricurve con una grossa nervatura centrale; si consumano sia le foglie che l’infiorescenza (detta anche “cima, testa o palla”), di colore bianco, crema o violetto.

Si può trovare fresco da novembre ad aprile, e deve avere ancora le foglie, leggermente dure a spezzarsi (indice d freschezza), con infiorescenze compatte, prive di granuli in superficie, macchie scure o germogli verdi.

Si può mangiare l’infiorescenza cruda tagliandola seguendo i naturali mazzetti del cavolfiore, oppure cotto anche intero (in questo caso si consiglia di lasciarlo 30 minuti in ammollo in acqua e limone o acqua e bicarbonato.

Si consiglia di sbollentarlo prima di proseguire con altri tipi di cotture, come frittura, gratinatura e glassatura, o di mangiarlo cotto semplicemente al vapore o al cartoccio.

CROSTINI CON CAVOLFIORI:

  • 1 kg di cavolfiore
  • 4 spicchi di aglio
  • fette di pane
  • aceto di vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Strofinate le fette di pane con gli spicchi di aglio e abbrustolite.

Lessate il cavolfiore in abbondante acqua salata, scolatelo al dente conservando l’acqua di cottura.

Tagliatelo in piccoli pezzi senza spezzare le cime e salatelo.

Tuffate le fette di pane abbrustolito nell’acqua di cottura del cavolfiore per qualche secondo e disponetele su un piatto di portata, quindi ricopritele con il cavolfiore lesso, un filo di olio e di aceto e una spolverata di pepe.

LE VERDURE: “SCOPRIAMOLE” INSIEME: la cicoria.

LE VERDURE: “SCOPRIAMOLE” INSIEME

Quale info utile su ogni verdura e qualche consiglio su come acquistarle, come mondarle, come tagliarle e ovviamente come…cucinarle!

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cicoria

LA CICORIA:

La cicoria si divide in diverse qualità: il “radicchio”, la “catalogna” e la “cicoria di Bruxelles”.

Il “radicchio” ha foglie rosse-porpora o screziate di rosso, e si trova fresco in inverno.

Si può mangiare crudo in insalata, o cotto alla griglia, soffritto in padella o sbollentato in acqua e aceto e poi conservato sott’olio, o usato come ingrediente nella preparazione di risotti (che renderanno il suo caratteristico colore rosso-porpora), oppure può essere farcito e cotto al forno o ancora può essere usato nei ripieni.

La “catalogna” ha invece foglie strette e lunghe di cui si consuma solo la parte inferiore e il picciolo a costa, di colore verde, e si trova fresco in inverno, quando ha le foglie più tenere.

Si consumano anche i germogli, detti anche “puntarelle”, che si possono consumare sia crudi che cotti.

Se le puntarelle volete mangiarle crude tagliate a listarelle e immerse in acqua e ghiaccio per farle arricciare.

Si può sbollentare e poi far saltare in padella o si può usare in brodi e in zuppe.

La “cicoria di Bruxelles” viene chiamata anche “indivia belga”, che ha piccole dimensioni e cespi compatti, panciuti e allungati, di colore bianco con punte verde pallido, e si trova fresca in autunno e inverno, con foglie bianche, integre e sode (quindi croccanti).

Si può mangiare cruda in insalata o usando le foglie, che hanno una bella forma a barchetta, come naturali contenitori di altri ingredienti, oppure saltata in padella, grigliata, arrostita e brasata.

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polpette di cicoria

POLPETTE DI CICORIA:

  • 500 g di cicoria
  • 1 patata lessa
  • pangrattato
  • 2 cucchiai di lievito alimentare a scaglie
  • olio extravergine di oliva
  • olio di semi
  • sale
  • pepe

Sbollentate la cicoria in abbondante acqua salata per 5 minuti, quindi scolatela, strizzatela dall’acqua in eccesso e tritatela grossolanamente, quindi unite la patata lessa schiacciata, 2 cucchiai di pangrattato e il lievito alimentare a scaglie, una spolverata di sale e di pepe, e impastate fino ad ottenere un composto malleabile.

Formate delle palline grosse come noci e schiacciatele, passatele nel pangrattato, quindi friggetele in abbondante olio di semi.

In tutte le librerie tradizionali e online!

A ottobre del 2014 ho scritto il mio primo libro.

L’ho scritto proprio per aiutare più persone possibili a convivere con una grave allergia alimentare o on un’intolleranza, ma anche semplicemente per suggerire qualche ricetta interessante a chi voglia fare una precisa scelta di vita anche in campo alimentare e per andare incontro a chi voglia seguire un regime alimentare sano o leggero, ma non per questo triste per il palato e monotono nei sapori.

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2014.
senzalatte-cupQuando si scopre di essere allergici o intolleranti al lattosio e alle proteine del latte, la prima domanda che ci si fa è: «E adesso cosa mangio?». Perché moltissimi alimenti contengono latte, lattosio, siero di latte, latte in polvere o derivati, sia come ingredienti effettivi che come conservanti naturali. Ci si sente così di fronte a una scelta comunque svantaggiosa: mettere in pericolo la salute o cambiare radicalmente in peggio la qualità della vita. In realtà, una situazione che all’inizio può mettere in grave difficoltà può trasformarsi in un’occasione per rinnovare la propria idea di cucina e per acquisire maggiore consapevolezza riguardo agli ingredienti che utilizziamo ogni giorno. Dopo un’interessante introduzione sulle intolleranze e le allergie alimentari, su come riconoscerle e viverle serenamente, con molti utili consigli per chi si trova ad affrontare una dieta (e una vita!) tutta nuova, l’autrice propone un’ampia scelta di ricette stuzzicanti e appetitose – tra antipasti, primi, secondi, contorni, dressing e dolci –, per intolleranti non solo al lattosio ma anche al glutine, per i vegani e per tutti coloro che condividono la loro vita e le loro scelte, ma non vogliono rinunciare ai piaceri del palato. Anche senza il latte, la cucina può restare una fonte di soddisfazione e di gioia.

A distanza di un anno, a ottobre 2015, è uscito il mio secondo libro, dedicato completamente ai dolci e naturalmente senza latte.

99 dolci senza latte99 dolci senza latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2015.
senzalatte-cup«Sei allergico al lattosio?! Oh, poveretto, non puoi mangiare nemmeno un dolce…». E invece no, anche gli allergici e gli intolleranti potranno finalmente concedersi deliziosi peccati di gola… anzi, se ne potranno concedere addirittura novantanove! In questo libro troverete infatti altrettante ricette dolci e golose − persino sane e un po’ dietetiche −, prive di latte, lattosio e derivati, in parte (quaranta di esse) adatte anche ai vegani perché senza ingredienti di origine animale.
Novantanove ricette buone, leggere e semplici da realizzare, che non hanno nulla da invidiare alla tradizione della pasticceria italiana e internazionale. Nessuno, fra i vostri commensali, si accorgerà che non contengono latte e burro. Rimarrà un vostro piccolo segreto!
Cosa state aspettando allora? Mettetevi ai fornelli e sfatate il mito dei dolci poco golosi e privi di sapore per intolleranti. Coccolatevi con bavaresi alla gelatina di fragole, bignè alla crema, bombolini al cioccolato, budini, cannoli e molto altro!

La patata…a chi non piace!!!

LE VERDURE: “SCOPRIAMOLE” INSIEME

Quale info utile su ogni verdura e qualche consiglio su come acquistarle, come mondarle, come tagliarle e ovviamente come…cucinarle!

LA PATATA:

La parte commestibile della pianta della patata è il suo tubero; ci sono moltissime qualità di patate, che variano in forma, colore, consistenza della sua pasta e sapore, ad esempio le patate a pasta bianca sono più farinose e quindi più adatte a preparazioni dove la patata viene frantumata, come purè, crocchette, gnocchi o sformati, mentre la patata a pasta gialla, più soda e compatta, è adatta ad essere cucinata fritta, alla griglia, al cartoccio o al forno.

Fresche si trovano da marzo a giugno quelle dette “patate novelle”, mentre le altre fino a dicembre, e non devono avere germogli, protuberanze, raggrinzimenti o macchie verdi.

Per conservarle tenetele in luoghi freschi, bui e asciutti.

Si possono consumare con o senza la buccia.

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tortini di patate e peperoni

TORTINI DI PATATE E PEPERONI:

  • 600 g di patate
  • 400 g di peperoni rossi
  • 1/2 cipolla
  • latte di soia
  • lievito alimentare a scaglie
  • 60 g di burro vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Tagliate i peperoni a dadini piccoli.

Tagliate la cipolla a fettine sottili e fatela imbiondire in una padella con un filo di olio, quindi aggiungete i peperoni.

frullate i peperoni e aggiungeteci anche una abbondante spolverata di lievito alimentare.

Lessate le patate in abbondante acqua salata con la buccia; una volta cotte spellatele e schiacciatele dentro un tegame, quindi unite il burro vegetale e una presa di sale, e scaldate il composto a fuoco basso mescolando.

Aggiungete un goccio di latte di soia e la crema di peperoni, e versate il composto in stampini unti riempiendoli per 3/4, infornateli e cuoceteli a 180° per 20 minuti.

Cibi e libri

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MARYLINE DESBIOLLES

QUALCOSA CHE NON HO MAI MAI CUCINATO PRIMA
Sellerio editore, Palermo, 2013

Un bel libro sospeso tra autobiografia e gastronomia che si intrecciano ed avviluppano.

Così che l’evocazione dei gusti e dei sapori dell’infanzia sono legati alle persone con cui abbiamo condiviso i nostri pasti.

Così facendo il momento della preparazione prima, e del mangiare poi, il filo conduttore del nascere della storia personale in un amalgama solido ed armonico; gli aromi ed i profumi che durante la preparazione delle seppie, nascono e si mescolano, presente e passato.

Ed é vera passione, quella che nasce, che assume connotati erotici. Passione erotica che nasce in cucina e che poco per volta si trasforma in desiderio di appagamento.

Pane SQUARATO di Marsala…?

Pane “squarato”? Mai sentito?

Il “Pane squarato di Marsala” è chiamato così in quanto ottenuto mediante un antico sistema di lavorazione che tradizionalmente si preparava nel periodo pasquale ed in occasione delle feste, a Natale e Pasqua, che oggi la maggior parte dei forni di Marsala tiene tutto l’anno o quasi.
La sua caratteristica è che prima di essere infornata, la pagnotta viene rapidamente immersa nell’acqua calda, da qui il termine in siciliano “Squarare”, che indica tale procedimento.

Le materie prime impiegate sono la farina di semola di grano duro in percentuale dell’84% e semola di grano duro per il 16%, che devono provenire da grano coltivato nell’ambito del territorio siciliano, oltre a semi di anice, da aggiungere all’impasto, lievito naturale “crescenza o livateddru”, acqua e sale marino prodotto nelle saline della provincia di Trapani.

Per preparare il lievito si prende un po’ di impasto del giorno precedente, ridotto in polpettine, oleate con olio extra vergine di oliva e lasciate riposare da 12 a 48 ore in un luogo fresco avvolte in un panno di cotone; la sera prima della panificazione si mescola questo impasto con il lievito madre.

Dopo aver preparato l’impasto del pane, nel quale sono stati aggiunti i semi di anice ed il sale, lo si lascia riposare per circa un’ora prima di formare le pagnotte rotonde da circa mezzo chilo che vanno lasciate a riposo per una seconda ora sotto un panno, ma anche in rondelle circolari più piccole.

A questo punto la pagnotta è pronta per la “squaratura”; ogni forma viene immersa per pochi secondi nell’acqua bollente e quindi appoggiata su un tavolo pieno di semola, infine sistemata su assi di legno all’aria aperta, mentre si prepara il forno alla temperatura ideale di circa 220°.

Il forno deve essere alimentato con rami secchi d’ulivo o vite; la cottura dura circa tre quarti d’ora a temperatura calante; una volta terminata la cottura, quando il fuoco è spento, il forno viene ripulito ogni volta con una lunga scopa di palma nana bagnata.

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pane squarato di Marsala

…insomma…buonissimo, anche per me che solitamente non amo l’anice!