Insalata “in barattolo” per conservarla a lungo!

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insalata in barattolo

INSALATA IN BARATTOLO:
Si può conservare per 2/3 settimane e lo potete preparare di qualsiasi verdura.

  • 2 carote
  • 2 ravanelli
  • Acidulato di umeboshi

Tagliate le verdure a fettine sottilissime e mettetele in un vasetto di vetro; portate ad ebollizione 1 bicchiere di acqua.
Versate l’acidulato di umeboschi nel vasetto riempiendolo per 1/4, quindi versate l’acqua calda riempiendo tutto il vasetto, chiudetelo e rovesciatelo per mescolare bene i liquidi.
Riapritelo e copritelo con una garza fissata con un elastico e lasciate riposare all’aria, senza tappo, per 3/4 giorni,quindi togliete la garza, chiudete il vasetto e riponetelo in frigorifero.

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Libri IN cucina!

A metà della classifica dei 10 più bei romanzi sul cibo lasciamoci conquistare dalla cucina raccontata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo.

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“Il Gattopardo”

Del resto l’autore viene da una terra ricca di tradizioni culinarie, di ottimi ingredienti e di ricette straordinarie.

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Qualche anno fa è stato scritto anche un libro sulla cucina del romanzo di Tomasi di Lampedusa, La tavola del Gattopardo.

I miei 2 libri, per tutti coloro che si vogliono bene anche in cucina!

A ottobre del 2014 ho scritto il mio primo libro.

L’ho scritto proprio per aiutare più persone possibili a convivere con una grave allergia alimentare o on un’intolleranza, ma anche semplicemente per suggerire qualche ricetta interessante a chi voglia fare una precisa scelta di vita anche in campo alimentare e per andare incontro a chi voglia seguire un regime alimentare sano o leggero, ma non per questo triste per il palato e monotono nei sapori.

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte

Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2014.
senzalatte-cupQuando si scopre di essere allergici o intolleranti al lattosio e alle proteine del latte, la prima domanda che ci si fa è: «E adesso cosa mangio?». Perché moltissimi alimenti contengono latte, lattosio, siero di latte, latte in polvere o derivati, sia come ingredienti effettivi che come conservanti naturali. Ci si sente così di fronte a una scelta comunque svantaggiosa: mettere in pericolo la salute o cambiare radicalmente in peggio la qualità della vita. In realtà, una situazione che all’inizio può mettere in grave difficoltà può trasformarsi in un’occasione per rinnovare la propria idea di cucina e per acquisire maggiore consapevolezza riguardo agli ingredienti che utilizziamo ogni giorno. Dopo un’interessante introduzione sulle intolleranze e le allergie alimentari, su come riconoscerle e viverle serenamente, con molti utili consigli per chi si trova ad affrontare una dieta (e una vita!) tutta nuova, l’autrice propone un’ampia scelta di ricette stuzzicanti e appetitose – tra antipasti, primi, secondi, contorni, dressing e dolci –, per intolleranti non solo al lattosio ma anche al glutine, per i vegani e per tutti coloro che condividono la loro vita e le loro scelte, ma non vogliono rinunciare ai piaceri del palato. Anche senza il latte, la cucina può restare una fonte di soddisfazione e di gioia.

A distanza di un anno, a ottobre 2015, è uscito il mio secondo libro, dedicato completamente ai dolci e naturalmente senza latte.

99 dolci senza latte99 dolci senza latte, Edizioni L’Età dell’Acquario 2015.
senzalatte-cup«Sei allergico al lattosio?! Oh, poveretto, non puoi mangiare nemmeno un dolce…». E invece no, anche gli allergici e gli intolleranti potranno finalmente concedersi deliziosi peccati di gola… anzi, se ne potranno concedere addirittura novantanove! In questo libro troverete infatti altrettante ricette dolci e golose − persino sane e un po’ dietetiche −, prive di latte, lattosio e derivati, in parte (quaranta di esse) adatte anche ai vegani perché senza ingredienti di origine animale.
Novantanove ricette buone, leggere e semplici da realizzare, che non hanno nulla da invidiare alla tradizione della pasticceria italiana e internazionale. Nessuno, fra i vostri commensali, si accorgerà che non contengono latte e burro. Rimarrà un vostro piccolo segreto!
Cosa state aspettando allora? Mettetevi ai fornelli e sfatate il mito dei dolci poco golosi e privi di sapore per intolleranti. Coccolatevi con bavaresi alla gelatina di fragole, bignè alla crema, bombolini al cioccolato, budini, cannoli e molto altro!

Diamo un “po’” di gusto ai nostri piatti!!!

L’orzo è un ottimo cereale, che ci può aiutare a variare i nostri piatti estivi, se poi ci aggiungiamo anche qualche spazia un po’ piccante il risultato è fantastico!

  • 300 g di orzo perlato
  • 200 g di lenticchie
  • 2 cm di alga kombu
  • 100 g di funghi champignon
  • 1 cipolla
  • 4 carote
  • prezzemolo
  • coriandolo
  • paprika forte
  • curcuma
  • salsa di soia
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extravergine di oliva

Sciacquate le lenticchie e lessatele in abbondante acqua con l’alga kombu.

Sbucciate la cipolla e tagliatela a fettine sottili, quindi fatela rosolare in una padella wok con un filo di olio per qualche minuto insieme allo spicchio d’aglio.

Tagliate le carote a striscioline e i funghi a fettine sottili, e uniteli alla cipolla e all’aglio, e cuoceteli fino a quando le carote saranno morbide; aggiungete una spruzzata di salsa di soia, una abbondante spolverata di paprika e di curcuma.

Lavate l’orzo e cuocetelo in 600 ml di acqua salata (il doppio del volume del suo peso) fino quando l’acqua sarà stata completamente assorbita.

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orzo piccante

Tritate il prezzemolo e il coriandolo.

Fate saltare l’orzo nella padella wok per qualche minuto, aggiungete un filo di olio e una spruzzata di salsa di soia, una spolverata di prezzemolo e di coriandolo, e servite.

Lasary karaoty dal Madagascar=insalata di carote…buonissima!

RICETTE DA MONDO: MADAGASCAR

LASARY KARAOTY (insalata di carote):

  • 500 g di carote
  • 250 g di fagiolini
  • 750 g di cavolo verde
  • 50 g di zenzero fresco
  • 1 cucchiaio di aceto
  • 1 cucchiaino di zafferano
  • pepe
  • sale
  • olio di oliva

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Lasary karaoty

Tagliate le carote a julienne.

 

Fate sbollentare qualche minuto i fagiolini, il cavolo e il cavolfiore in acqua bollente salata, lasciandoli croccanti.

grattugiate lo zenzero e fatelo rosolare per qualche minuto in padella con olio ben caldo e una spolverata di sale e di pepe.

Aggiungete le verdure sbollentate e mescolate velocemente, quindi spegnete il fuoco e aggiungeteci l’aceto, quindi servite.

Carciofi per cena…alla romana.

LE VERDURE: “SCOPRIAMOLE” INSIEME

Quale info utile su ogni verdura e qualche consiglio su come acquistarle, come mondarle, come tagliarle e ovviamente come…cucinarle!

IL CARCIOFO:

Il carciofo è una pianta che deriva dal cardo selvatico da cui si raccolgono i boccioli “capolini” prima che si aprano in bellissimi fiori azzurro-violetti.

Sono formati da un gambo lungo e dalle brattee (comunemente chiamate foglie) sovrapposte tra loro; le più esterne sono più dure e fibrose, mentre quelle interne sono tenere, infine al centro è racchiusa una peluria detta “pappo”.

Ne esistono centinaia di qualità, ma comunemente della pianta del carciofo si possono usare anche i germogli laterali detti “carducci” e i capolini di fine stagione, di piccole dimensioni detti “carciofi”, usati per realizzare solitamente i sottaceti.

Lo potete trovare fresco da ottobre a giugno, e vanno scelti quelli più sodi, dalle foglie chiuse, non appassito brunastre, e che abbia il gambo lungo e le foglie.

Un altra tecnica per valutare la freschezza del carciofo è guardare il taglio, che deve rivelare la recente raccolta.

La sua conformazione fa sì che la parte commestibile sia in realtà esigua, con un sapore amarognolo.

Man mano che procedete con la lavorazione del carciofo è bene mettere quelli già tagliati in un recipiente con acqua e limone, evitando che si ossidino.

tagliate il gambo alla base del capolino, sbucciate la corteccia del gambo dura e molto amara, liberando il suo cuore interno, più tenero, che invece ha un sapore più dolce, e mangiatelo o crudo o cotto.

Liberate il capolino dalle foglie più esterne, più dure e coriacee che potete consumare in pinzimonio, tornite il fondo del capolino con un piccolo coltello e tagliate le punte delle foglie da dove cominciano ad essere più tenere, quindi con uno scavino eliminate anche la peluria centrale.

Cuocete i carciofi con la tecnica della bollitura, al vapore, alla griglia, al cartoccio, in padella o in casseruola, se fritti in grossi pezzi è consigliabile lessarli prima per renderli più teneri, oppure tagliateli a fettine sottili e consumateli crudi in insalata.

CARCIOFO ALLA ROMANA:

  • 8 carciofi
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 ciuffo di mentuccia
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 limone
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Pulite i carciofi eliminando lecarciofi-alla-romana.jpgfoglie esterne più dure e lasciando il gambo lungo, tagliate le punte e con un cucchiaino scavate la parte centrale per eliminare la peluria interna, quindi metteteli in ammollo in acqua e limone per 10 minuti.

Tritate finemente l’aglio, il prezzemolo e la mentuccia, disponete il trito all’interno dei carciofi e spolverate di sale e pepe, quindi disponete i carciofi a testa in giù in una casseruola riempita per 1/3 di acqua , irrorate di olio e cuocete per 50 minuti a fuoco lento.

Una volta cotti serviteli ben caldi.

Meringhe…UOVA NO!

Pensate che non sia possibile?

Pensate che non vengano bene?

Pensate che non siano altrettanto buone?

Sono leggere e buonissime! Provatele e fatemi sapere cosa ne pensate!!! 🙂

Per l’acqua faba:

  • 200 g di ceci
  • 300 ml di acqua

Per le meringhe:

  • 100 ml di acqua di cottura dei ceci
  • 120 g zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • estratto di vaniglia

Mettete i ceci a bagno per una notte, poi metteteli in pentola a pressione con 300 ml di acqua e fateli cuocere a fiamma moderata per circa 30 minuti dal fischio; terminata la cottura lasciateli raffreddare (se volete potete usare anche i ceci in scatola; scolateli tenendo da parte).

Con uno sbattitore elettrico montate i ceci nell’acqua, aggiungendo poco alla volta lo zucchero e l’estratto di vaniglia, fino ad ottenere un composto spumoso e fermo.

Riempite una tasca da pasticcere con il composto ottenuto e create delle piccole meringhe su una placca rivestita con carta da forno, e infornate a 100° per 4 ore.

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Meringhe senza uova!